Festival Le Giuste Parole, terza edizione

Data evento esposta
17 - 18 settembre 2026
Luogo evento
sedi varie

Saranno l’avvocata e attivista Cathy La Torre e il conduttore televisivo e radiofonico Savino Zaba ad aprire il Festival Le Giuste Parole, in programma il 17 e il 18 settembre 2026 a Foggia e Vieste. 

Giunto alla sua terza edizione, il Festival dell’informazione sulla violenza di genere è promosso dalla cooperativa sociale Il Filo di Arianna e dal Learning Sciences institute dell’Università degli Studi di Foggia. 

È una delle azioni previste nell’ambito del progetto Zona Franca, sostenuto da Fondazione CON IL SUD.

‘Le parole hanno un peso’ è il tema scelto per l’edizione 2026. Il programma è stato presentato oggi, lunedì 7 settembre, nella Sala Consiglio del Palazzo Ateneo. 

La prima giornata del Festival Le Giuste Parole, giovedì 17 settembre, sarà ospitata nell’Aula Magna del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Foggia (via Arpi 176, Foggia). 

Dopo i saluti istituzionali, alle 9.30 partirà la prima sessione con la presentazione della campagna di sensibilizzazione contro la violenza di genere ‘L’uomo che sei’, a cura del giornalista Mimmo Cicolella e del testimonial Savino Zaba

Seguirà l’intervento dal titolo ‘Dispari: informazione e stereotipi nel linguaggio dello sport’ di Mara Cinquepalmi (GiULiA Giornaliste), autrice del libro ‘Tabù. Di donne, sport e informazione’. Sarà Cathy La Torre, avvocata, divulgatrice e attivista, a chiudere la prima sessione. 

La seconda sessione, in programma dalle 14:30 del 17 settembre, si aprirà con la presidente di GiULiA Giornaliste, Serena Bersani, che dialogherà con la giornalista Maria Grazia Frisaldi.

Seguiranno gli speech di Paolo Ercolani, docente e scrittore, e Samuele Vegna, attivista. La giornata si concluderà con lo spettacolo di magia e linguaggio a cura di Danilo Audiello

Il 18 settembre il Festival si sposterà a Vieste, nell’Auditorium dell’I.C. ‘Alighieri-Spalatro’ (via Verdi, 10). Dopo i saluti istituzionali, alle 9.30, ad aprire i lavori sarà Marilù Mastrogiovanni (GiULiA Giornaliste). Seguiranno l’intervento di Marianna Kalonda Okassaka, content creator e attivista, e lo speech a cura di Danny Carnassale, ricercatore. 

"Il titolo del Festival ci consegna un messaggio semplice, ma tutt’altro che scontato: le parole hanno un peso. Possono riconoscere oppure escludere, accogliere oppure ferire; possono contrastare stereotipi e disuguaglianze oppure, talvolta inconsapevolmente, contribuire a rafforzarli - ha dichiarato la prof.ssa Annamaria Petito,  Delegata Rettorale alle Politiche di genere e di inclusione -. L’Università ha una responsabilità precisa: formare competenze, produrre conoscenza e contribuire al cambiamento culturale e sociale. È un impegno che attraversa tutte le sue missioni: la formazione delle studentesse e degli studenti, l’alta formazione delle professioniste e dei professionisti, la ricerca interdisciplinare e la terza missione, attraverso il dialogo costante con le istituzioni, il Terzo settore, il mondo dell’informazione e il territorio".

Il consigliere comunale Antonio De Sabato, vice presidente della Commissione Cultura del Comune di Foggia, ha portato i saluti della sindaca di Foggia Maria Aida Episcopo, sempre particolarmente attenta alle questioni di genere: “Nella semplicità di questo titolo, ‘Le Giuste Parole’, c'è già la cura. Gli episodi di cronaca non si contano più. Troppo spesso, ci sentiamo esentati dal dovere di indagare il nostro lessico e i nostri rapporti.

Dobbiamo trovare, invece, tutti insieme le parole giuste per prenderci per mano e cambiare mentalità”

Ha fatto pervenire i suoi saluti anche il sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti

“Assistiamo quotidianamente ad una cultura della sopraffazione e della violenza che passa dai social. Anche la politica ha la necessità di acquisire una maggiore consapevolezza nella scelta delle giuste parole. Iniziative come questa contribuiscono a smantellare la cultura del machismo e del patriarcato”, ha osservato la consigliera regionale Rosa Barone

Il Festival dell'informazione sulla violenza di genere è patrocinato dall’Ordine dei Giornalisti della Puglia e inserito tra gli eventi formativi accreditati dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti. ‘Le parole hanno un peso’ “richiama proprio alla responsabilità del giornalista – ha osservato nel suo messaggio di saluto il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Puglia Maurizio Marangelli -. L’Ordine dei Giornalisti è al fianco ed è grato ai promotori del Festival ‘Le giuste parole’ per questa importante opportunità di riflessione e di formazione offerta ai professionisti del settore i quali hanno il dovere di garantire ai cittadini una informazione corretta e rispettosa della verità dei fatti e delle persone”. 

“Eventi come questo non sono solo formazione, costruzione di reti e di confronto, ma sono anche eventi ‘politici’ nel senso filosofico del termine: generano innovazione e una trasformazione. L’edizione 2025 è stata innovativa e trasformativa: ha lasciato il segno nelle giovani generazioni che hanno partecipato. Anche quest’anno, abbiamo relatori di spicco e in questa edizione sperimentiamo un altro elemento: l’interculturalità”, ha dichiarato Giusi Antonia Toto, Professoressa Ordinaria di Didattica e Pedagogia Speciale presso l'Università di Foggia e Coordinatrice del Learning Sciences institute. 

“Il bambino che impara a parlare, non memorizza semplicemente un segno: imparando una parola, costruisce un modello del mondo. Le parole sono modelli del mondo, non sono soltanto dei segni. A partire dall'apprendimento del linguaggio e, quindi, dall'apprendimento della costruzione di modelli della realtà, noi possiamo dare un contributo decisivo per sradicare i pregiudizi”, ha aggiunto Luigi Traetta, Professore associato di Didattica e Pedagogia speciale presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università di Foggia. 

“Il Festival Le Giuste Parole si innova di anno in anno. Non è statico. Anche quest'anno abbiamo rinsaldato il legame con GiULiA Giornaliste, parte integrante del progetto ‘Zona Franca’. Le giornaliste e i giornalisti hanno una responsabilità: correggere il tiro dell’informazione rispetto alle tante storture. La formazione e la sensibilizzazione all’utilizzo di un linguaggio consapevole, inclusivo, rispettoso, privo di stereotipi di genere, pregiudizi e giudizi, contribuiscono al contrasto della violenza di genere. E l’Università di Foggia, attraverso il Learning Sciences institute – che, peraltro, ha attivato nell’ambito del progetto Zona Franca anche il laboratorio ‘Tecniche narrative autobiografiche per il contrasto della violenza di genere’ - è per noi una preziosa partner nella formazione e una fondamentale alleata”, ha concluso la Presidente della Cooperativa sociale Il Filo di Arianna, Barbara Patetta

La conferenza stampa